01 / Il contesto

Perché serve un Gioco di Squadra?

Nei territori toscani interessati dal progetto emergono bisogni sociali connessi tra loro: difficoltà nel mantenere relazioni stabili, occasioni di aggregazione discontinue, accesso non sempre semplice ad attività educative non formali e reti locali che spesso lavorano in modo frammentato.

Queste criticità riguardano in modo particolare adolescenti e giovani, ma interessano anche famiglie, anziani e comunità educante. In alcune aree interne e periferiche sono soprattutto le opportunità continuative a mancare; nei contesti urbani le proposte sono talvolta numerose ma poco coordinate.

L’obiettivo non è semplicemente giocare di più. È costruire occasioni di incontro a cui poter tornare.

Il gioco da tavolo, il gioco di ruolo e il gioco di ruolo dal vivo possono facilitare l’ingresso in un gruppo senza richiedere conoscenze o esperienze pregresse. Attraverso attività guidate, le persone possono esercitare cooperazione, ascolto, gestione delle regole, problem solving, negoziazione e responsabilità condivisa.

La proposta valorizza anche l’esperienza maturata con il precedente progetto regionale Allenamente, utilizzandola come base per sviluppare un modello più coordinato e replicabile.

02 / Le priorità

Tre obiettivi. Una stessa direzione.

Il programma collega le metodologie ludiche a tre aree di intervento previste dalla proposta progettuale. Le attività hanno contenuti diversi, ma condividono l’obiettivo di generare partecipazione, autonomia e benessere nelle comunità.

OBIETTIVO 01

Salute e benessere

Rafforzare i legami sociali e prevenire isolamento, fragilità e comportamenti a rischio.

OBIETTIVO 02

Ridurre le disuguaglianze

Rendere accessibili opportunità educative e di socializzazione a persone e gruppi differenti.

OBIETTIVO 03

Scelte responsabili

Promuovere cittadinanza attiva e attenzione al consumo sostenibile, anche attraverso l’educazione alimentare.

La metodologia è quella dell’apprendimento attraverso l’esperienza: si parte da una situazione ludica condivisa e, attraverso facilitazione e confronto, si collegano dinamiche, scelte e comportamenti alla vita quotidiana.

03 / Il modello

Un metodo comune, adattato a ogni luogo.

Gioco di Squadra è organizzato come una rete territoriale coordinata. Federludo APS cura la regia del progetto, gli standard metodologici, il calendario condiviso, il monitoraggio e la circolazione dei kit ludico-educativi. I partner progettano e realizzano i cicli nelle proprie comunità, in collaborazione con i soggetti ospitanti.

Biblioteche, scuole, spazi civici, associazioni e amministrazioni contribuiscono a rendere le attività vicine alle persone, accessibili e ripetibili. I sostenitori mettono a disposizione soprattutto sedi, promozione territoriale, supporto logistico e collegamenti con i destinatari.

Incontri continuativi

Non soltanto appuntamenti singoli: i cicli ricorrenti aiutano a costruire gruppi stabili e a osservare come evolve la partecipazione.

Materiali condivisi

Kit di giochi, schede, strumenti di facilitazione e procedure comuni possono circolare tra territori e rendere replicabili le esperienze.

Facilitazione e debriefing

Le attività accompagnano il gioco con momenti di confronto, per mettere a fuoco relazioni, decisioni e apprendimenti.

Monitoraggio leggero

Presenze, continuità nei cicli, evidenze e brevi rilevazioni aiutano a verificare i risultati e migliorare l’intervento.

04 / Il programma operativo

Cinque azioni che lavorano insieme.

Il piano di lavoro è articolato in cinque azioni collegate. Sono riportate nell’ordine previsto dalla scheda di progetto: dalla regia comune all’attivazione territoriale, fino ai percorsi, alla formazione e alla restituzione dei risultati. Le azioni possono sovrapporsi nel tempo: non rappresentano cinque fasi rigidamente consecutive.

Luglio 2026 — dicembre 2027

Programmazione complessiva di 18 mesi. Le finestre operative sono indicative: date, sedi e modalità di partecipazione ai singoli incontri saranno pubblicate nel calendario una volta confermate.

Governance e gestione comune

Federludo assicura coordinamento regionale, pianificazione, gestione amministrativa e finanziaria, rendicontazione e presidio della qualità. Vengono definiti format condivisi per le attività, criteri di inclusione e sicurezza, registri, modalità di raccolta delle evidenze e strumenti di monitoraggio.

Il coordinamento comprende inoltre il calendario multi-territorio e la gestione dei kit ludico-educativi circolanti.

Trasversale · lungo tutta la durata del progetto

Attivazione territoriale e comunità

I partner coinvolgono enti ospitanti, scuole, biblioteche, servizi, associazioni e amministrazioni. Incontri pubblici di lancio e iniziative di prossimità presentano le opportunità, raccolgono adesioni e contribuiscono a costruire i calendari locali.

Questa azione punta a intercettare anche persone che normalmente non partecipano alle iniziative associative, riducendo barriere informative e logistiche.

Attivazioni locali · dall’avvio e durante il progetto

Cicli continuativi di gioco e socialità

È il cuore delle attività sul territorio: incontri ricorrenti di gioco da tavolo, gioco di ruolo e LARP, adattati ai diversi gruppi e contesti. I percorsi sono pensati per costruire socialità stabile e sviluppare collaborazione, comunicazione, capacità decisionali e gestione dei conflitti.

Alcuni moduli integrano temi specifici, fra cui inclusione intergenerazionale, supporto linguistico, alimentazione e consumo consapevole.

Percorsi territoriali · 2026–2027, secondo i calendari locali

Formazione di facilitatori e volontari

Formazione iniziale e affiancamento sul campo aiutano volontari, tutor e operatori a condurre attività sicure e inclusive, organizzare i gruppi, gestire il debriefing e raccogliere le informazioni essenziali per il monitoraggio.

I workshop con scuole, biblioteche e comunità educante mirano a trasferire competenze affinché le attività possano proseguire ed essere replicate anche in futuro.

Formazione e capacitazione · in parallelo ai cicli territoriali

Restituzione, diffusione e continuità

Le attività vengono raccontate e restituite pubblicamente nei territori attraverso incontri, comunicazione periodica e partecipazione a manifestazioni di settore. L’obiettivo è rendere visibili risultati e apprendimenti e consolidare le collaborazioni attivate.

Il progetto prevede inoltre il consolidamento di materiali e kit operativi replicabili, insieme a proposte per mantenere presìdi e cicli territoriali dopo la conclusione del finanziamento.

Comunicazione continua · restituzioni e chiusura entro dicembre 2027
05 / Geografia del progetto

Una rete che attraversa la Toscana.

Il progetto comprende undici zone-distretto, dalle aree urbane della Toscana centrale ai territori rurali e periferici. La varietà dei contesti è parte della sperimentazione: lo stesso metodo viene adattato a luoghi, persone e bisogni differenti.

Amiata Grossetana · Colline Metallifere · GrossetanaFirenzeFiorentina Nord-OvestFiorentina Sud-EstPiana di LuccaPisanaSeneseValdarnoMugelloLunigianaPratese

Le attività previste includono, fra le altre, Officina Ludica nell’area fiorentina; percorsi di gioco di ruolo a Sesto Fiorentino e nel Mugello; Percorsi in Scatola ad Altopascio; laboratori di comunità e simulazione nella provincia di Pisa; iniziative di gioco, lingua e integrazione a Siena; attività sul consumo consapevole nelle Colline Metallifere; spazi ludici e laboratori di riciclo in Valdarno.

Un’attenzione specifica è rivolta anche ai piccoli centri e alle aree interne, come Prata e il comprensorio di Massa Marittima–Gavorrano, dove le attività possono contribuire a creare nuovi punti di incontro continuativi.

Esplora il partenariato e i territori →

06 / Impatto programmato

Che cosa vogliamo costruire.

Il programma definisce risultati verificabili che riguardano sia la partecipazione sia la capacità dei territori di proseguire autonomamente. Gli indicatori vengono raccolti attraverso registri, frequenza ai cicli, documentazione delle attività e brevi strumenti di rilevazione.

~60appuntamenti complessivi previsti
≥10momenti pubblici di avvio e restituzione
~5.000presenze cumulate stimate
≥50operatori, volontari e docenti da formare o attivare

Nota sui dati: i valori riportati sono target della proposta progettuale, non consuntivi. Le presenze cumulate non corrispondono necessariamente al numero di persone uniche.

Tra gli effetti attesi vi sono maggiore continuità nella partecipazione, competenze relazionali e decisionali rafforzate, nuovi facilitatori formati e sedi territoriali capaci di ospitare percorsi anche successivamente al progetto.

07 / Oltre dicembre 2027

Lasciare strumenti, non soltanto ricordi.

La dimensione più importante del progetto riguarda ciò che potrà rimanere nei territori: relazioni attivate, volontari e facilitatori preparati, giochi e materiali disponibili, procedure condivise e collaborazioni tra associazioni, servizi e amministrazioni.

Per questo il programma prevede la costruzione di un kit operativo replicabile, con schede di facilitazione, modalità organizzative, indicazioni di accessibilità e strumenti di monitoraggio essenziali. La sperimentazione in territori differenti consentirà di individuare ciò che funziona, correggere le criticità e trasferire i format in nuovi contesti.

Il risultato più duraturo sarà la capacità di continuare a fare squadra, anche oltre il progetto.

Testo divulgativo elaborato sulla base della scheda di progetto (Modello E) e del Piano operativo delle attività territoriali. I contenuti descrivono la programmazione progettuale: calendario delle singole attività, eventuali variazioni e risultati effettivamente conseguiti saranno pubblicati nei relativi aggiornamenti.